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La classificazione e l’etichettatura dei nano materiali secondo
REACH e CLP

In una recente nota l’Autorità competente per il REACH e il CLP della Commissione Europea (CARACAL) ha riportato un aggiornamento sulle discussioni inerenti l’applicazione del REACH e del CLP ai nano materiali.
La classificazione e l’etichettatura dei nano materiali devono seguire le regole stabilite dal CLP; in particolare occorre ricordare che la classificazione della pericolosità dovrebbe essere basata sulle proprietà intrinseche riferite alla forma o allo stato fisico nel quale la sostanza o miscela vengono poste sul mercato o nel quale si prevede che verranno ragionevolmente utilizzate (CLP Art.5(1), 6(1) 8(6) e 9(5)).
Una stessa sostanza, caratterizzata da una differente dimensione delle particelle o della forma, può avere differente classificazione (ad es. il nickel e la polvere di nickel); nel caso in cui ad esempio questa fosse importata sia in nano dimensioni che in “bulk” potrebbero essere richieste una classificazione ed una etichettatura separate.
Ad oggi, a causa della scarsa conoscenza dei nano materiali, così come indicato dallo SCENIHR (Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks), non è ancora possibile dettare delle regole sistematiche per definire le caratteristiche tossicologiche di tutti i nano materiali.
I principali parametri fisici e chimici da valutare per la loro caratterizzazione sono: dimensione, forma, area superficiale, stato di aggregazione, morfologia, struttura cristallina, solubilità, struttura molecolare, composizione, chimica di superficie, tensione di carica, siti reattivi, proprietà fotocatalitiche, potenziale zeta e caratteristiche di idro-lipofilia.
Lo SCENHIR ha inoltre stabilito che non tutte le formulazioni contenenti nano materiali sono necessariamente caratterizzate da una pericolosità più pronunciata rispetto alle formulazioni “bulk”; per questo motivo la caratterizzazione dovrebbe essere eseguita caso per caso. Un altro importante aspetto, recentemente preso in considerazione dal gruppo sulla produzione dei nano materiali dell’OECD (Working Party on Manufactured Nanomaterials), è l’inadeguatezza, in alcuni casi, delle attuali linee guida sui test da eseguire per definirne la classificazione di pericolosità.

Sulla base delle attuali conoscenze sulle proprietà dei nano materiali è quindi essenziale, per una corretta identificazione, classificazione ed etichettatura della sostanza, che i registranti considerino i seguenti aspetti:

1. nello scambio dei dati dovrebbero sempre includere le informazioni su dimensione, forma  e morfologia del nano materiale;
2. è fondamentale determinare se eventuali modifiche a dimensioni, forma e stato fisico influenzino in modo considerevole le proprietà di pericolosità del nano materiale;
3. tutte le informazioni disponibili sul nano materiale dovrebbero essere considerate per effettuare la valutazione della sua pericolosità;
4. una speciale attenzione dovrebbe essere dedicata alla appropriatezza della preparazione del nano materiale da testare;
5. la classificazione dovrebbe essere fatta caso per caso
6. sulla base della classificazione, in accordo con il CLP, il nano materiale dovrebbe essere etichettato e confezionato in accordo con il CLP.

Per un approfondimento sui nano materiali si rimanda a
http://ec.europa.eu/enterprise/sectors/chemicals/files/reach/nanomaterials_en.pdf


Dott. Gianluca Stocco
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