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In data 26 Febbraio la Commissione europea ha pubblicato la proposta di miglioramento della protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione ad agenti chimici in ambito occupazionale, che coinvolge la modifica di cinque direttive comunitarie preesistenti, relative a salute e sicurezza sul posto di lavoro, al fine allinearle con le ultime norme in materia di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e miscele (Regolamento (CE) 1272/2008, CLP).


Le cinque direttive coinvolte in questa proposta (92/58/CEE, 92/85/CEE, 94/33/CE, 98/24/CE e 2004/37/CE), fanno attualmente riferimento alla legislazione UE sulla classificazione ed etichettatura che sarà abrogata il 1 ° giugno 2015 conformemente alle disposizioni dell'art. 60 del Regolamento (CE) 1272/2008, ovvero la direttiva sostanze pericolose (67/548/CEE e smi) e la direttiva preparati pericolosi (direttiva 1999/45/CE e smi).


La Commissione ritiene che la modifica delle summenzionate direttive rafforzerebbe l'obbligo di informazione dei produttori e fornitori di "chemicals" sui pericoli degli stessi mediante idonea etichettatura, consentendo agli utilizzatori di essere avvertiti in merito alla presenza di sostanze o miscele classificate come pericolose, sulla necessità di evitare l'esposizione e, quindi, i rischi associati.


I datori di lavoro dovranno quindi utilizzare queste informazioni in fase di valutazione dei rischi sul posto di lavoro. In questo modo gli stessi datori di lavoro potranno mettere in atto adeguate misure di gestione del rischio per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, come ad esempio l'uso di processi a ciclo chiuso, sistemi di ventilazione e dispositivi di protezione individuale.


Questa proposta è stata accolta tiepidamente da European Trade Union Institute (ETUI) secondo cui le modifiche non migliorerebbero di per sé il livello di protezione dei lavoratori, dato che costituirebbero solo un cambiamento formale, richieste dalle norme CLP, la cui utilità si limiterebbe quindi alla pura coerenza giuridica fra le legislazioni diverse. Secondo ETUI ciò non affronta le principali lacune esistenti, una delle quali è la discrepanza tra il concetto di sostanza estremamente problematica (SVHC) ai sensi di REACH e il fatto che la direttiva sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni (direttiva 2004/37/CE) è ancora limitata a queste tipologie di sostanze.


Laurent Vogel, rappresentante di ETUI, ha indicato come gli emendamenti in questione siano certamente necessari, ma che non devono dare l'impressione che il DG employment sia stato molto attivo negli ultimi anni in materia di protezione dei lavoratori contro il rischio chimico. Aggiungendo che i problemi più importanti sono ancora presenti e che la nuova strategia dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro (OSH) per il periodo 2013-2020 dovrebbe prendere in considerazione il legame con l'implementazione di REACH come una priorità.


La proposta della Commissione è stata oggetto di due cicli di consultazione dei rappresentanti sindacali e dei datori di lavoro a livello UE, così come alle discussioni in seno al Comitato consultivo per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro (Advisory Committee on Safety and Health at Work, ACSHW), e passa ora al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri dell'UE per l'adozione.

 

 

Dott. Iacopo Carlini
(REACH SIEF & IUCLID 5 dossier project Manager)

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