Nell’importazione il Regolamento (UE) 2019/1020 richiede che i prodotti chimici immessi sul mercato dell’Unione Europea siano conformi a tutte le normative armonizzate applicabili indicate in allegato I.
Questo implica verifiche preventive sulla classificazione, etichettatura, documentazione tecnica, obblighi dell’impresa importatrice perché una non conformità non scoperta in anticipo può tradursi in blocchi doganali, richiami dal mercato o sanzioni di natura civile e penale.
Per quanto sopra l’ufficio regolatorio non è un eventuale passaggio burocratico finale, ma un attore strategico da consultare prima di qualsiasi importazione di un prodotto chimico.
Il primo problema.
L’ufficio acquisti spesso conclude la selezione del fornitore o addirittura l’ordine prima di consultare l’ufficio regolatorio. Questo impedisce verifiche preventive su conformità, obblighi documentali o restrizioni applicabili, trasformando il regolatorio in un “gestore di emergenze”. Il coinvolgimento tardivo dell’ufficio regolatorio può costare caro all’impresa a seguito dell’inserimento nel D. Lgs. 231/2001 (responsabilità degli enti) di nuovi reati presupposto correlati alle violazioni ai regolamenti quadro della chimica (CLP, REACH, BPR).
Il secondo problema.
L’ufficio acquisti è tipicamente orientato a costo, tempi e continuità della fornitura; il regolatorio a conformità e rischio. In assenza di KPI condivisi, la compliance viene percepita come un freno e non come un fattore abilitante.
Il terzo problema.
L’assenza di un flusso decisionale chiaro (quando coinvolgere l’ufficio regolatorio, su quali informazioni, con quali tempi) rende l’interazione informale e dipendente dalle persone, aumentando il rischio di errori sistemici.
Segnalo che l’ufficio acquisti dispone solo di schede dati di sicurezza, spesso incomplete e comunque prive di valore legale in UE, non sufficienti per valutare la conformità alle normative armonizzate dell’UE, in primis gli obblighi REACH e CLP.
In sintesi, la principale criticità non è tecnica, ma di governance interna: quando l’ufficio regolatorio non è integrato nei processi di acquisto, l’azienda espone sé stessa a rischi legali, economici e reputazionali evitabili. Un’interazione strutturata e preventiva tra acquisti e regolatorio è una condizione essenziale per un’importazione conforme.
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Dott. Chim. Gabriele Scibilia