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L'Organizzazione non governativa Greenpeace ha pubblicato i risultati di una indagine, relativa agli articoli di abbigliamento a marchio di 15 aziende leader a livello internazionale, che dimostra la presenza di sostanze chimiche tossiche negli articoli esaminati.
In particolare Greenpeace ha campionato 78 articoli di abbigliamento, che ha poi fatto testare ad un laboratorio indipendente, relativamente alla presenza di nonilfenolo etossilati (NPE), tensioattivi sintetici utilizzati nell'industria tessile; tali sostanze si degradano nell'ambiente formando un distruttore endocrino persistente.
I test analitici effettuati hanno determinato la presenza di nonilfenolo etossilati in 52 dei 78 campioni testati ed i risultati di questa specifica indagine sono pubblicati nel secondo rapporto di Greenpeace relativo alla sua campagna "bucato sporco" del mese di luglio u.s., disponibile sul sito www.greenpeace.org
Greenpeace sta adesso pianificando altri controlli su articoli provenienti da aziende presenti sui vari mercati internazionali. La notizia è stata tratta dal sito di Greenpeace.

 

Ricordo che:
  • i nonilfenolo etossilati sono già inclusi nella voce 46 dell'Allegato XVII, relativo alle restrizioni all'uso e all'immissione sul mercato, del Regolamento REACH come modificato, e
  • l'Agenzia chimica svedese sta valutando la possibilità di introdurre delle restrizioni sull'immissione sul mercato di articoli tessili contenenti nonilfenolo etossilati; a tale proposito si veda la recentissima notifica al "Registry of intentions" dell'Autorità svedese.
Dott. Gabriele Scibilia
Docente di REACH (Facoltà di Farmacia - Università di Pisa)
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