i professionisti delle merci pericolose a portata di click
a cura di Flashpoint
mercipericolose.it
il modo più sicuro per conoscere il mondo
delle merci pericolose
PILLOLE DI REACH - n° 11

Redazionale sul nuovo Regolamento sulle sostanze chimiche a cura di Gabriele Scibilia (Flashpoint S.r.l.)

La quiete prima della tempesta…

Dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, avvenuta il 30 dicembre 2006, il regolamento REACH viene spesso propinato ai malati “inconsapevoli” (in particolare le PMI) a piccole dosi, trasformando una metastasi in un semplice raffreddore, senza mettere in evidenza le criticità del tessuto produttivo italiano di fronte ad uno sforzo ciclopico da affrontare, a breve, per rimanere competitivi sul mercato UE dopo l’entrata in vigore del titolo II del regolamento (Registrazione delle sostanze).
Purtroppo devo segnalare, come cittadino italiano e non come consulente, le fisiologiche e squallide operazioni di speculazione consulenziale effettuate dai soliti “raccomandati” di turno.
Vi regalo un solo consiglio: chiedete sempre un curriculum vitae al consulente REACH a cui affiderete la vostra azienda, naturalmente prima che il REACH si presenti come manifestazione tsunamica!

Per questa newsletter ho scelto una notizia diffusa qualche giorno fa dai mass media per effettuare, come di solito, qualche considerazione “antipatica” ma assolutamente realistica sugli effetti del regolamento REACH.

L’insalata pugliese a Milano e Roma ha un prezzo al consumatore doppio rispetto al prezzo offerto a Berlino. I clementini siciliani a Milano e Roma hanno un prezzo al consumatore di 60 centesimi di euro superiore al prezzo offerto a Berlino.
Il prezzo sul mercato tedesco è determinato anche dal maggior costo di trasporto tuttavia il consumatore tedesco riesce ad acquistare i “beni italiani” ad un prezzo migliore.

La ragione di una tale assurdità è facilmente individuabile se spostiamo la nostra attenzione sulla catena di approvvigionamento.
In Italia la catena prevede in testa il produttore agricolo ed in coda il consumatore con in mezzo 6-7 commercianti che si trasferiscono il prodotto.
In Germania la catena prevede in testa il produttore agricolo pugliese quindi un grossista tedesco, il rivenditore al dettaglio ed infine il consumatore.

La catena di approvvigionamento di REACH prevede in testa il fabbricante o l’importatore ed in coda l’utilizzatore a valle o il consumatore finale ma la filiera italiana delle forniture di sostanze chimiche è affetta dallo stesso oneroso difetto delle forniture “agricole”.

Dunque ….. quali costi post-registrazione per le materie prime delle nostre PMI?
Quale Ente “super partes” garantirà le PMI ed i consumatori da un mercato costellato di prezzi in un’ascesa imprevedibile?

In condizioni normali le PMI saranno penalizzate ma potrebbe andare ancora peggio ….. chi salverà le PMI dalle probabili speculazioni su materie prime “strategiche” in alcuni settori industriali?

Concludendo una breve riflessione: febbraio 2008, la quiete prima della tempesta ……
i professionisti delle merci pericolose a portata di click
a cura di Flashpoint

Il presente sito utilizza i "cookie" per migliorare la navigazione e analizzare il traffico. + Info