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La tavola rotonda pomeridiana della quarta edizione del Safety Day Symposium ha avuto la gradita partecipazione di numerosi "Ispettori REACH" che operano nelle regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Puglia.
Come moderatore della tavola rotonda ho voluto esordire con una domanda molto delicata diretta agli Ispettori REACH presenti.
Prendendo spunto da una slide, presentata dal Dott. Celsino Govoni, che riportava il testo seguente (assunto assolutamente condivisibile!):

 

"IL CONTROLLO IN MATERIA DI SOSTANZE CHIMICHE DISCENDE DA UNA VERA E PROPRIA SCIENZA CHE DEFINISCE LA STRATEGIA PER RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO DELLA SALUTE UMANA E DELLA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE, CERCANDO DI SALVAGUARDARE ANCHE LA COMPETITIVITA' E LA CONCORRENZA LEALE",

 

ho chiesto agli Ispettori quali fossero le modalità di denuncia di comportamenti riconducibili alla concorrenza sleale operata da aziende concorrenti, da parte di quelle aziende virtuose che osservano fedelmente le disposizioni di legge e che sostengono perciò i costi di implementazione degli obblighi contenuti nel regolamento REACH.

 

Esempio: una bottiglia/tanica di liquido detergente, posto a scaffale in un supermercato per la vendita al dettaglio, privo di etichettatura di pericolo o riportante una etichettatura blanda rispetto ad un simbolo "C" (CORROSIVO) ed una frase "R35: Provoca gravi ustioni" presenti nell'etichetta di pericolo/scheda dati di sicurezza di un detergente "similare" preparata dall'azienda "virtuosa" concorrente, che inesorabilmente perde quote di mercato perché ... intende rispettare la norma vigente!

 

Ebbene, gli Ispettori regionali hanno affermato di prendere in considerazione le denunce "circostanziate" relative ad infrazioni al regolamento REACH:

  1. comunicate da soggetti che si identificano chiaramente, oppure
  2. comunicate da associazioni di categoria, che in questo caso possono tutelare l'anonimato dell'azienda denunciante svolgendo in pratica un ruolo di "rappresentante terzo" per l'inoltro delle denunce alle autorità competenti regionali.

La seconda tipologia di comunicazione mi appare particolarmente interessante anche se una definizione oggettiva di "denuncia circostanziata" manca nelle linee guida attuali relative alla vigilanza nazionale.

 

Le aziende virtuose siano rese edotte e le aziende poco virtuose siano avvertite... in symposium veritas!

 

 

Dott. Gabriele Scibilia
Docente di REACH (Facoltà di Farmacia - Università di Pisa)

 

 

Scarica gli Interventi del Symposium!

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